Il cittadino, lo sport, la politica e i palazzetti dello sport

Categoria: 
Data pubblicazione: 
Martedì, 31 Gennaio, 2012 (All day)

Nel progetto per la qualificazione della fascia di rispetto di Prà, una quota del finanziamento europeo pari a 400.000 € è destinata ad attività sportive a basso impatto ambientale nella zona levante, lotto PRA-TO-SPORT. Da oltre due anni alcune società sportive hanno avanzato la proposta di realizzare in quell’area un anello d’atletica leggera, non necessariamente di 400 metri, opera che risolverebbe una sentita esigenza per tutto il ponente genovese cioè da quando non è più fruibile il Pio XII di Pegli.

L’idea è stata portata al CONI Provinciale ed ai vari livelli politici; da allora silenzi e rilanci, mi spiego. Si sente parlare di costruzione del nuovo velodromo con pista d’atletica incorporata, dell’ennesimo palazzetto dello sport che, oltre a richiedere molti milioni di euro pubblici, finiscono sempre per diventare dei contenitori omnicomprensivi con costi di gestione pazzeschi.

Qualcuno spieghi perché le opere che hanno tutti i requisiti di fattibilità, che costano poco o nulla e che vengano incontro alle esigenze dei cittadini debbano essere margini nei dibattiti politici e non vengano realizzate. Probabilmente l’attuale politica si spende sul territorio solo per interventi faraonici nonostante il periodo di vacche magre che ci aspetta. Eppure non occorre una gran fantasia per capire l’impatto di un anello di atletica leggera nella fascia di rispetto: basta vedere quanti cittadini tutti i giorni a tutte le ore praticano nella nostra città il giogging e il servizio che Prà, con la sua stazione FS, potrebbe offrire a tutte le scuole del ponente genovese e non solo.

La corsa, il saper correre è la base sì tutte le altre discipline sportive; ci lamentiamo che nelle fasce scolari stia aumentando l’obesità, ci lamentiamo che non esistono strutture sportive a parte campi di calcio e abbiamo la possibilità di offrire un impianto a costo zero per una disciplina sportiva a costi più che popolari che, di questi tempi, non è trascurabile. I nostri amministratori devono smetterla di ipotizzare progetti che sempre più appaiono libri dei sogni, mentre dovrebbero essere più sensibili alle reali esigenze dei cittadini.

Negli incontri, nei dibattiti poniamo con forza queste idee, non solo per lo sport, ma per tutti quei servizi che hanno un impatto con il vivere quotidiano, e speriamo che capiscano. Poniamoci anche un sogno: di realizzare sulla fascia di rispetto di Prà la cittadella dello sport.

Rossi Guido